Blog ad IMPATTO ZERO

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Benvenuti, questo sito ha aderito al progetto Zero Impact Web.


Nonostante abbia fatto già molto per ridurre le emissioni di CO2, anche internet inquina. Secondo un rapporto di Greenpeace, con il tasso di crescita di oggi, nel 2020 i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno circa 2.000 miliardi di kilowattora di elettricità, oltre il triplo del loro consumo attuale.

 
Ecco perché sito www.massimonicolucci.it ha deciso di aderire a Zero Impact Web e fare la sua parte per contrastare il riscaldamento globale.

 
Le emissioni derivanti dalle vostre visite verranno compensate attraverso la creazione e tutela di foreste in crescita. E’ una piccola azione che se fatta da molti aiuta a creare consapevolezza e fare del bene all’ambiente. E soprattutto vi permette di navigare tra queste pagine in piena tranquillità!

 
Aderite anche voi a questa iniziativa, insieme possiamo fare la differenza!


Le emissioni generate da questo sito sono compensate dalla creazione e tutela di foreste in crescita in Costa Rica.

Massimo Nicolucci

Assicurazioni RCA al Sud

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti.

– Per sapere – premesso che:

 

negli ultimi anni, come rilevato anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dall’Isvap, in Italia le tariffe assicurative per la responsabilità civile dei veicoli a motore sono aumentate con una media sei volte superiore a quelle della Germania, cinque volte a quelle della Francia e, nel complesso, più del doppio rispetto ai Paesi dell’area euro;

tale situazione è penalizzate soprattutto per i residenti nel Sud Italia e, in particolare, in province come quella di Napoli, dove il costo delle polizze raggiunge livelli tanto proibitivi che vi sono stati casi in cui l’Isvap ha sanzionato le compagnie interessate per elusione dell’obbligo a contrarre -:

quali misure i Ministri in indirizzo, alla luce della posizione espressa dall’Isvap e delle considerazioni esposte in premessa, intendano assumere in merito al tema dell’equità delle tariffe assicurative per la RC Auto nel Sud Italia.

 

MASSIMO NICOLUCCI

Trasporti Campania

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti.

– Per sapere – premesso che:

con le delibere n. 62 e n. 78 approvate nell’anno 2011, il CIPE ha sbloccato, dopo una lunga attesa, ingenti risorse destinate ad alcuni dei principali dossier aperti in merito allo sviluppo della rete infrastrutturale del Mezzogiorno, soprattutto su binario, a partire dall’opera strategica dell’Alta Velocità tra Napoli e Bari, individuata come prioritaria dalla delibera CIPE n. 62 del 2011;

secondo l’interrogante sono particolarmente significativi, sul piano quantitativo come su quello qualitativo, gli interventi previsti in modo specifico per la Regione Campania, che è la più popolosa e complessa sul piano infrastrutturale-urbanistico;

si evidenzia come la delibera CIPE n. 62/2011 abbia individuato in Campania, come destinatari di finanziamenti pari a un totale di 1,2 miliardi di euro, sei opere ferroviarie (tra cui il potenziamento della Ferrovia Circumvesuviana e lo sviluppo della metropolitana di Napoli), cinque opere viarie (tra cui l’asse Tirrenico-Adriatico e il completamento del collegamento dell’autostrada Salerno-Caserta con la Salerno-Napoli) e un’opera portuale con il potenziamento dei collegamenti al porto di Pozzuoli -:

quali iniziative di competenza si ritenga necessario assumere, alla luce dell’importanza degli interventi elencati in premessa, per dare concreto seguito alla delibera CIPE n. 62/2011 rispetto alle opere infrastrutturali in cantiere per la Regione Campania.

 

 

Massimo NICOLUCCI

I pescatori napoletani e l’IVA

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministro dell’economia e delle finanze.

– Per sapere – premesso che:

 

l’entrata in vigore della Legge comunitaria per il 2011 (legge n. 217 del 2011) ha posto un problema di interpretazione riguardo a quanto previsto dall’articolo 8, comma 2, lettera e), in materia di imponibilità dell’IVA rispetto alle forniture destinate al rifornimento di navi adibite alla navigazione in alto mare e destinate all’esercizio di attività commercial o della pesca;

secondo il presidente della Commissione per la navigazione a corto raggio di Confitarma, infatti, «parrebbe che le forniture di bordo e in particolare gli acquisti di carburante diventerebbero con la nuova legge assoggettabili ad IVA per coloro che si occupano di navigazione a corto raggio, sotto le 12 miglia. Che effettuando operazioni attive esenti Iva non potrebbero più detrarla, sì da trovarsi costretti a tentare il recupero del maggior costo rivalendosi sul consumatore finale attraverso l’aumento delle tariffe dei titoli di viaggio»;

la medesima fonte ha aggiunto: «Il provvedimento toccherebbe decine di operatori e migliaia di utenti, basti pensare al Golfo di Napoli, alle Eolie o all’Arcipelago Toscano. I costi aggiuntivi sarebbero di milioni di euro e in buona parte si riverserebbero sui prezzi, che potrebbero subire incrementi fino al 21 per cento»;

tale problematica è stata anche segnalata in particolare, all’attenzione dell’Agenzia delle entrate, da parte di ACAP (“Associazione Cabotaggio Armatori Partenopei”, che raggruppa tutti gli operatori privati attivi nel Golfo di Napoli) con una lettera del 3 febbraio in cui si ipotizzava anche una possibile serrata -:

quali iniziative i Ministri interrogati ritengano di assumere in merito a quanto esposto in premessa e in relazione a un problema che oggettivamente nel medio periodo, soprattutto in realtà come quelle della Campania in generale e del Golfo di Napoli in modo più specifico, è suscettibile di risvolti di carattere non solo finanziario dal punto di vista degli operatori, ma anche occupazionale dal punto di vista dei lavoratori impegnati nella navigazione a corto raggio.

 

MASSIMO NICOLUCCI

Energie Rinnovabili

PROPOSTA DI LEGGE

 

“Delega al Governo per lo sviluppo della ricerca e della produzione di

energie pulite nelle regioni del Sud Italia”

      

Onorevoli Colleghi! — Il Mezzogiorno, che vive una fase di notevole difficoltà economica e imprenditoriale, ha una grande opportunità di crescita e sviluppo in un settore oggi sempre più importante  a livello mondiale: quelle delle fonti energetiche alternative e rinnovabili. Un settore, peraltro, che è anche al centro dell’azione dell’Unione europea, come dimostra l’impegno, assunto da tutti gli Stati membri, di perseguire l’obiettivo del cosiddetto “20-20-20” in termini di apporto percentuale delle fonti pulite rispetto alla produzione totale di energia della UE. Le caratteristiche ambientali, climatiche e morfologiche del Mezzogiorno fanno sì che le nostre regioni meridionali, fermo restando il rispetto dei vincoli in materia di tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico, possano trovare nell’industria delle energie rinnovabili un importante fattore utile ad attrarre investimenti e capitali che possono essere decisivi nel rilancio economico e occupazionale di molte aree del Sud Italia.

A tal fine la presente proposta di legge intende favorire lo sviluppo e la ricerca nel Mezzogiorno attraverso una delega al Governo che ha tre scopi fondamentali:

  • promuovere la stipula di accordi di programma tra ciascuna delle regioni meridionali e i Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente  e dell’economia, nonché altri soggetti pubblici e privati, per la realizzazione dei centri di ricerca e degli impianti;
  • organizzare un’attività di supporto alla diffusione delle migliori tecnologie possibili relativamente all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili;
  • introdurre misure volte a favorire la collaborazione con le attività delle regioni del Sud Italia in materia di ricerca scientifica e tecnologica, così da innovare i settori produttivi e favorire  uno sviluppo realmente ecosostenibile.

 

 

* * *

Art. 1.

(Finalità e delega al Governo)

  1. Allo scopo di promuovere, sostenere e rilanciare l’economia del Sud Italia, nelle Regioni italiane destinatarie delle disposizioni per l’”Obiettivo Convergenza” di cui all’articolo 5, comma 1, del Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006, è avviato un programma nazionale per la realizzazione di centri di ricerca e di impianti per la produzione di energia da fonti alternative o rinnovabili.
  2. A tale fine il Governo è delegato ad adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta dei Ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’ambiente e della tutela del mare e del territorio, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, uno o più decreti legislativi che si devono conformare ai seguenti principi direttivi:

a)    promuovere la stipulazione di accordi di programma tra ciascuna delle regioni di cui al primo comma e i Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell’economia e delle finanze nonché altri soggetti pubblici e privati, per la realizzazione dei centri di ricerca e degli impianti di cui al medesimo articolo 1;

b)   organizzare un’attività di supporto alla diffusione delle migliori tecnologie possibili relativamente all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili;

c)    introdurre misure volte a favorire la collaborazione con le attività delle regioni di cui al primo comma in materia di ricerca scientifica e tecnologica in funzione di innovazione dei settori produttivi e per uno sviluppo ecosostenibile.

Art. 2.

(Copertura finanziaria)

 

  1. All’onere complessivo derivante dall’attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell’ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.
  2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 

Fiscalità di vantaggio nel Mezzogiorno

PROPOSTA DI LEGGE

 

“Introduzione della fiscalità di vantaggio nelle regioni del Mezzogiorno”

 

 

Onorevoli colleghi! – Il divario economico del Mezzogiorno nei confronti del resto del Paese e di molte realtà presenti sia in Europa che nelle nazioni affacciate sulla sponda su del Mar Mediterraneo sta aumentando sempre di più. Finché tale situazione non sarà sanata, il nostro Paese non sarà competitivo a livello internazionale, né si potrà rimediare alle gravi problematiche sociali presenti nel Sud Italia.

E’ quindi necessario che tutto il Paese sia finalmente consapevole della grandi e straordinarie potenzialità che il Sud Italia possiede attraverso l’introduzione di misure strutturali di medio periodo che consentano alle imprese meridionali di competere con quelle del resto del Paese e anche dell’intera Unione europea.

La misura individuata come prioritaria dalla presente proposta di legge – anche tenendo conto degli orientamenti comunitari alla luce dell’accoglimento da parte della Commissione europea di un’importante misura introdotta dal Governo Berlusconi (il credito di imposta per le imprese meridionali che creano lavoro a tempo indeterminato introdotto dall’articolo 2 del decreto legge n. 78/2011) e della recente sentenza della Corte di giustizia europea sul regime di aiuti introdotto dal Portogallo in favore delle Isole Azzorre – è quella della fiscalità di vantaggio.

La fiscalità di vantaggio, se applicata in modo graduale, può essere un grande stimolo per l’avvio di nuove attività imprenditoriali soprattutto in quei settori che per varie ragioni sono più strategici per l’economia e per le capacità di attrazione degli investimenti esteri del Mezzogiorno: dalle energie alternative al turismo; dall’agricoltura al manifatturiero e al tessile-abbigliamento-calazaturiero.

In tale contesto la presente proposta di legge – richiamando la normativa europea sia per quanto riguarda le aree del territorio italiano destinatarie del provvedimento (Regolamento europeo n. 1083/2006), sia per quanto riguarda il divieto di “aiuti di Stato” contrari ai principi di concorrenza sanciti dall’articolo 87 del Trattato istitutivo delle Comunità europee – prevede che i redditi d’impresa generati in conseguenza di nuove attività imprenditoriali non siano soggetti all’imposta sui redditi per la misura della metà.

Quanto al tema della gradualità – che è essenziale per la realizzabilità e la credibilità delle norme proposte – l’applicazione dell’esenzione fiscale viene collocato in una arco temporale ben delineato (il triennio 2013-2016), così da consentire la possibilità di verificare il grado di successo del sistema della fiscalità di vantaggio. Inoltre, cosa altrettanto importante, si prevede un primo periodo di applicazione delimitato con precisione. Ciò ha lo scopo di garantire la possibilità di copertura finanziaria di una misura così importante. Analoga finalità ha anche l’ulteriore previsione di una relazione annuale al Parlamento con la quale il Governo fornisca alle Camere tutti i dati e le informazioni utili a valutare il grado di affettiva applicazione della nuova disciplina in materia di fiscalità di vantaggio.

Inoltre la presente proposta di legge, in ossequio alla normativa, afferma che l’effettiva applicazione del sistema della fiscalità di vantaggio nel Mezzogiorno debba essere previamente sottoposta all’esame della Commissione europea in base al principio che gli “aiuti di Stato” non devono produrre effetti discorsivi sulla concorrenza e sulla parità di condizioni.

Infine la presente proposta di legge reca la copertura finanziaria individuandola nella riduzione all’autorizzazione di spesa per il Fondo rotativo per il sostegno alle imprese di istituito e finanziato dalla Legge finanziaria per il 2005.

 

* * *

 

Art. 1.

(Esenzione fiscale per le nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno)

 

  1. I redditi d’impresa di cui all’articolo 55 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, generati in conseguenza di nuove attività imprenditoriali localizzate nelle Regioni italiane destinatarie delle disposizioni per l’”Obiettivo Convergenza” di cui all’articolo 5, comma 1, del Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006, non sono soggetti all’imposta sui redditi per la misura della metà.
  2. Per godere dell’esenzione parziale di cui al comma 1, le nuove attività imprenditoriali devono comportare la creazione di non meno di 20 posti di lavoro a tempo indeterminato.

 

 

Art. 2.

(Determinazione temporale delle esenzioni fiscali)

 

  1. L’esenzione vale per i periodi d’imposta riferiti agli anni 2013, 2014, 2015 e 2016. Al termine di tale quadriennio il Governo effettua, al fine di valutare l’opportunità di eventuali proroghe e la compatibilità finanziaria di una sua eventuale stabilizzazione nel medio periodo, un monitoraggio sull’effettivo grado di attuazione del sistema di esenzione fiscale e sulla sua incidenza

 

 

Art. 3.

(Relazione al Parlamento)

 

  1. Al fine di consentire una valutazione complessiva sulla concreta attuazione della presente proposta di legge, al termine di ognuno dei quattro periodi di imposta di cui al precedente articolo il Governo presenta al Parlamento una relazione informativa contenente i dati afferenti alla disciplina della fiscalità di vantaggio.

 

 

Art. 4.

(Rispetto dell’articolo 87 del Trattato istitutivo delle Comunità europee)

 

 

  1. L’effettiva applicazione del sistema della “fiscalità di vantaggio” per le aree più arretrate è previamente sottoposta, entro il 30 ottobre 2009, all’esame della Commissione europea in base ai principi di cui all’articolo 87, comma 3, lettere a) e b), della versione consolidata del Trattato istitutivo delle Comunità europee.

 

 

Art. 5.

(Copertura finanziaria)

  1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge – quantificato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge – si provvede prelevando le risorse necessarie tramite riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui al terzo capoverso del comma 354 dell’articolo 1 della Legge n. 311 del 2004.

 

Il mio impegno

In che modo è possibile dare il proprio contributo alla vita politica e istituzionale del proprio Paese? Oggi è forte, tra gli italiani, la sensazione di una classe dirigente legata al contingente che fa dichiarazioni roboanti anche su materie rispetto alle quali non si hanno competenze specifiche e proposte irrealizzabili al solo scopo di attirare l’attenzione su di sé. Questo modo di fare politica è sbagliato.

Per questo il mio impegno personale in Parlamento e nella vita pubblica del Paese e della mia regione, la Campania, è il più concreto e di buon senso possibile. Ecco perché finora, da quando nel 2008 sono stato eletto deputato, mi sono concentrato sulle materie rispetto alle quali – per esperienza di vita in qualità di imprenditore, per le vicende politiche che mi hanno visto direttamente impegnato nella nascita e nello sviluppo dei Circoli della Libertà e per la possibilità che ho avuto di offrire un mio apporto sul tema del commercio italiano con l’estero – sono conscio di poter dare un contributo di competenza e serietà.

Si tratta, insomma, di un approccio che ho sempre voluto il più concreto e realistico possibile.

Di qui il mio impegno, sentito nel mio intimo come un utile contributo al “sistema Paese”  proprio perché lontano dalle luci della ribalta, nelle vesti di consigliere per il commercio con l’estero presso il Ministero dello Sviluppo economico dal 2008 al 2011, ovvero un triennio in cui l’Italia si è rivolta con rinnovato impegno verso le realtà emergenti del Medio Oriente, dell’America Latina e dell’Asia.

E di qui, dopo la prematura conclusione dell’esperienza di governo del Presidente Berlusconi, il mio rinnovato impegno – in Parlamento e nel contatto con il territorio della Campania, regione dalle straordinarie potenzialità in buona parte ancora inespresse – a voler seguire sul territorio i temi riguardanti la situazione economica e le possibilità di sviluppo ambientale e infrastrutturale del Mezzogiorno.

Questo sito vuole essere uno strumento agile e di consultazione immediata che ha certo lo scopo di informarvi sulle mie attività parlamentari e in Campania, oltre che di farvi conoscere qualcosa di me come persona e come imprenditore. Ma altrettanto se non più importante, proprio perché la politica non è (o non dovrebbe essere) “far mostra di sé”, sarà il secondo grande obiettivo di questo sito, ovvero quello di poter rappresentare un luogo di incontro per tutti i miei concittadini campani che desiderino essere informati in modo tempestivo su cosa accade, a livello politico, sociale ed economico, nella loro regione e nel loro comune.

Attendo, con interesse e desiderio di dialogo e confronto, i vostri suggerimenti su come migliorare questo sito. E nel frattempo vi auguro…buona lettura!

Ludopatia

Al Ministro della salute. – Per sapere – premesso che:

il gioco d’azzardo, negli ultimi anni, ha avuto in Italia un incremento sorprendente, con il nostro Paese che detiene il primato europeo per la maggior cifra giocata ai tavoli da gioco: una media di circa 2.000 euro a persona;

è dunque comprensibile come si siano moltiplicate le occasioni di gioco e come si cerchi di «reclutare» più giocatori possibili attraverso campagne pubblicitarie sempre più allettanti;

nelle ultime settimane è diventato di sempre maggiore attualità, come dimostrato dal risalto che la stampa gli sta dando e dalle numerose iniziative parlamentari provenienti da tutti i gruppi politici in materia, la tematica attinente alla cosiddetta ludopatia, cioè la patologia derivante dalla dipendenza dal gioco d’azzardo che nella maggior parte dei casi porta il giocatore e la sua famiglia alla rovina socio-economica;

il gioco legale conta circa 31 milioni di persone di cui, secondo il Censis, almeno 100mila sono colpite da ludopatia grave e, secondo il CNR, circa tre milioni sono ad alto rischio;

non bisogna cadere nel rischio di demonizzare a priori un intero settore, quale è quello dei giochi, che oggettivamente ha molta importanza nel nostro Paese sia per le sue ricadute occupazionali che per i generosi proventi fiscali garantiti all’erario, ma prendere atto che in Italia stanno crescendo situazioni di rischio e di dipendenza patologica dal gioco -:

 

quali iniziative di competenza intenda assumere il Governo in merito a quanto esposto in premessa;

se, come ipotizzato da molti parti, sia possibile riconoscere la ludopatia come una patologia da inserire nei livelli essenziali di assistenza e quindi da curare nell’ambito dei servizi forniti ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale.

 

 

MASSIMO NICOLUCCI

Interventi a Pompei

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dei beni culturali. – Per sapere – premesso che:

il sito archeologico di Pompei rappresenta una straordinaria potenzialità per lo sviluppo economico e turistico dell’intera Regione Campania e anche dello stesso Mezzogiorno;

nei mesi scorsi alcuni episodi di cedimenti strutturali nel sito archeologico hanno creato, oltre alla preoccupazione per la preservazione di un così straordinario patrimonio storico-culturale, anche un’immagine di inefficienza e insicurezza che certamente hanno danneggiato Pompei e l’intera Campania agli occhio del mondo estero;

l’attuale Governo, in continuità con quanto già avviato dal precedente esecutivo, ha recentemente ottenuto l’approvazione, da parte della Commissione europea, al piano presentato dall’Italia per avviare una nuova fase di manutenzione e gestione del sito di Pompei;

nello specifico, la Commissione europea ha accettato di concedere all’Italia circa 105 milioni di euro per la definitiva messa in sicurezza di quello che, con i suoi 44 ettari, è in assoluto il più grande ed importante sito archeologico d’Europa -:

quali iniziative siano state concordate con la Commissione europea in merito al concreto utilizzo, per i fini previsti, dei fondi comunitari;

quali siano i tempi e le modalità di effettiva erogazione di questa ingente quantità di fondi.

 

MASSIMO NICOLUCCI