Referendum: da Pavia a Pomigliano d’Arco, in Fi cresce la fronda per il Sì

Da Pavia a Firenze, da Pomigliano d’Arco a Prato. Si stanno diffondendo a macchia di leopardo. Sono tutti berlusconiani e iscritti a Forza Italia. Ma voteranno Sì al ddl Boschi, contravvenendo alla linea ufficiale del partito azzurro schierato per il No. Imbarazzano i vertici forzisti, ma hanno deciso di uscire alla scoperto, dando vita a dei Comitati referendari per il Sì. In piena campagna referendaria dimostrano che come è spaccato il Pd, lo è anche il centrodestra. Il loro strappo farà discutere. Sono corteggiati e incoraggiati dai renziani e dai verdiniani, nella speranza che altri li seguano. Il primo caso di dissidenza si è avuto a Pavia. Marco Bellaviti, già coordinatore provinciale di Fi e consigliere provinciale sempre per Fi, ora assessore all’Urbanistica del Comune di Pavia, il 14 maggio scorso ha fondato un Comitato per il Sì. Con lui ci sono l’ex sindaco di Casteggio,Lorenzo Calligari, e Giovanni Cordini, direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’ateneo pavese e ordinario di Diritto pubblico comparato. La ‘febbre’ del Sì ha contagiato pure tre amministratori di Firenze: Marco Semplici, capogruppo azzurro nella metro Città, già consigliere comunale a Firenze quando Matteo Renzi era sindaco nel 2009; la capogruppo di Scandicci, Erica Franchi e il consigliere del Quartiere 3 Emanuele Viciani. Oggi un altro esponente toscano si è detto disponibile a votare per la riforma Renzi: si tratta di Andrea Bonacchi, capogruppo di Forza Prato alla Provincia della seconda città toscana per numero di abitanti. Marco Semplici ha spiegato all’agenzia stampa Adnkronos perché non si opporrà alla riforma targata Renzi: ”Il ddl Boschi è nettamente positivo sulla riorganizzazione dello Stato: se vince il No le città metropolitane muoiono prima di nascere. Io resto un berlusconiano, un forzista, ma così come Cuperlo e Bersani hanno la possibilità di manifestare il proprio pensiero nel Pd, anch’io chiedo agibilità politica all’interno di Fi. Sto per fondare con tanti amici ed eletti forzisti toscani un Comitato LiberiSì che fa capo a Pera-Urbani. Ho esordito, diciamo così, sabato scorso a Bologna e il prossimo sabato sarò a Napoli”. Semplici non vuol sentir parlare di inciuci con il governo renziano: “Io rimpiango il Nazareno, è la più grande intuizione politica di Berlusconi negli ultimi 10 anni, ma oggi non si parla di futuri governi, né di accordi politici, ma solo di riforme costituzionali”. Semplici rivela di aver ricevuto pressioni solo dai dirigenti locali azzurri, nessuna telefonata è arrivata ‘dall’alto’: “Mi hanno chiamato i vertici regionali di Fi in Toscana, alludendo a ripercussioni politiche nei miei confronti se dovessi fare campagna per il Sì”. Ma ”non sono stato chiamato dai big azzurri nazionali e questo mi fa ritenere che molti di loro la pensano come me ma non hanno il coraggio di dirlo”. Anche Lello Russo, sindaco di Pomigliano D’Arco dal 2010, in provincia di Napoli (rieletto nel 2015 con una coalizione di centrodestra formata da Fi Udc e una serie di liste civiche) è pronto a votare per il ddl Boschi: “Non sono iscritto a Fi, sono espressione di una maggioranza di cui fa parte anche Fi. Sono stato eletto anche con i voti forzisti, ma parlo da cittadino: il quesito referendario mi convince, per questo voterò a favore del ddl Boschi. Non capisco quale sia il problema. In passato, per ben due volte in Parlamento, Fi ha votato a favore di questa riforma, poi si è rotto il patto del Nazareno e ha cambiato idea”. “La gente, se mai -sottolinea Russo all’Adnkronos – dovrebbe meravigliarsi del fatto che Salvini, i grillini, Fi e la minoranza Pd votano per un fatto politico. Ho aderito al Comitato per il Sì creato da Roberto Iossa. E il 21 novembre parteciperò al convegno per il Sì con il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che si terrà alle 18 nell’Aula consiliare del Comune di Pomigliano”.