sostenibilita

Risparmio e sviluppo dagli investimenti nella tutela dell’ambiente

Calamità naturali, come terremoti ed alluvioni, non sono più eventi straordinari. I cambiamenti climatici e il surriscaldamento del pianeta Terra stanno determinando un continuo intensificarsi di fenomeni marini e terrestri che generano catastrofi a livello globale, senza escludere il Paese Italia.
Ne sono la testimonianza gli accadimenti di questi ultimi anni. Tutti noi ricordiamo il violento tsunami che nel 2004 investì l’Oceano Indiano, il terremoto di Haiti del 2010, il maremoto abbattutosi in Giappone nel 2011.
Anche in Italia, nonostante le dimensioni delle catastrofi appaiono ridotte rispetto a quanto accade nel resto del mondo, assistiamo ad una maggiore frequenza di catastrofi naturali.

Solo per citarne alcune, oltre il recente terremoto che ha colpito la regione dell’Emilia Romagna provocando 26 vittime nonché ingenti danni al patrimonio artistico culturale ed al sistema produttivo (solo per il settore agroalimentare la Confederazione Italiana Agricoltori stima 1 miliardo di danni), ricordiamo benissimo il terremoto dell’Aquila del 2009 e le numerose alluvioni che, da nord a sud, hanno colpito l’Italia.
La frequenza di tali catastrofi dimostra a tutti noi che terremoti ed alluvioni non sono più da considerarsi eventi eccezionali né tantomeno esistono territori esenti da tali fenomeni. Dobbiamo tutti prendere atto che la scellerata politica industriale di scarsa sensibilità ambientale dei decenni remoti, ha prodotto tanto inquinamento a livello planetario da determinare catastrofi naturali di grande intensità.Una inevitabile conseguenza è stato l’aggravio finanziario sul bilancio dello Stato derivante dagli ingenti costi di ricostruzione; costi non più definibili una tantum bensì ordinari. Inoltre, se aggiungiamo i danni provocati sulla salute umana, i costi aumentano inesorabilmente; tutto ciò a scapito dell’intera collettività.
Non resta allora che impegnarci ed invertire questa tendenza negativa ripartendo dall’antico proverbio del “prevenire è meglio che curare”.
E’necessario che noi tutti, pubblico e privato, recepiamo a pieno il principio della prevenzione per ridurre i danni nonché i costi certi. In tal senso, a salvaguardia dell’ambiente e del territorio deve diventare una priorità improrogabile non solo per lo Stato, ma anche per il sistema imprenditoriale e l’intera comunità.

Se ci soffermiamo sul tema della vulnerabilità del territorio italiano, una politica capillare di prevenzione, che coinvolge responsabilmente istituzioni ed imprese, può garantire la riduzione di danni o, addirittura, impedire lo svilupparsi di pericolosi fenomeni ambientali limitando l’entità dei costi sociali.

Politiche a tutela dell’ambiente e del territorio, incentrate costruttivamente sul tema della prevenzione, possono condurre nel medio – lungo termine ad un risparmio di risorse finanziarie.
Non solo. Politiche di prevenzione richiedono necessariamente l’adozione di misure atte a rafforzare il controllo ed il monitoraggio di tutti i fenomeni climatico – ambientali e la messa in sicurezza dell’intero territorio. Ciò significa creare nuovi posti di lavoro e attivare il sistema imprenditoriale e professionale italiano ma, soprattutto, consegnare ai più giovani un paese più accogliente e più sicuro.
Non è vero, dunque, affermare che risparmio e sviluppo si possono ottenere dagli investimenti nella tutela dell’ambiente e del territorio?