Fiscalità di vantaggio nel Mezzogiorno

PROPOSTA DI LEGGE

 

“Introduzione della fiscalità di vantaggio nelle regioni del Mezzogiorno”

 

 

Onorevoli colleghi! – Il divario economico del Mezzogiorno nei confronti del resto del Paese e di molte realtà presenti sia in Europa che nelle nazioni affacciate sulla sponda su del Mar Mediterraneo sta aumentando sempre di più. Finché tale situazione non sarà sanata, il nostro Paese non sarà competitivo a livello internazionale, né si potrà rimediare alle gravi problematiche sociali presenti nel Sud Italia.

E’ quindi necessario che tutto il Paese sia finalmente consapevole della grandi e straordinarie potenzialità che il Sud Italia possiede attraverso l’introduzione di misure strutturali di medio periodo che consentano alle imprese meridionali di competere con quelle del resto del Paese e anche dell’intera Unione europea.

La misura individuata come prioritaria dalla presente proposta di legge – anche tenendo conto degli orientamenti comunitari alla luce dell’accoglimento da parte della Commissione europea di un’importante misura introdotta dal Governo Berlusconi (il credito di imposta per le imprese meridionali che creano lavoro a tempo indeterminato introdotto dall’articolo 2 del decreto legge n. 78/2011) e della recente sentenza della Corte di giustizia europea sul regime di aiuti introdotto dal Portogallo in favore delle Isole Azzorre – è quella della fiscalità di vantaggio.

La fiscalità di vantaggio, se applicata in modo graduale, può essere un grande stimolo per l’avvio di nuove attività imprenditoriali soprattutto in quei settori che per varie ragioni sono più strategici per l’economia e per le capacità di attrazione degli investimenti esteri del Mezzogiorno: dalle energie alternative al turismo; dall’agricoltura al manifatturiero e al tessile-abbigliamento-calazaturiero.

In tale contesto la presente proposta di legge – richiamando la normativa europea sia per quanto riguarda le aree del territorio italiano destinatarie del provvedimento (Regolamento europeo n. 1083/2006), sia per quanto riguarda il divieto di “aiuti di Stato” contrari ai principi di concorrenza sanciti dall’articolo 87 del Trattato istitutivo delle Comunità europee – prevede che i redditi d’impresa generati in conseguenza di nuove attività imprenditoriali non siano soggetti all’imposta sui redditi per la misura della metà.

Quanto al tema della gradualità – che è essenziale per la realizzabilità e la credibilità delle norme proposte – l’applicazione dell’esenzione fiscale viene collocato in una arco temporale ben delineato (il triennio 2013-2016), così da consentire la possibilità di verificare il grado di successo del sistema della fiscalità di vantaggio. Inoltre, cosa altrettanto importante, si prevede un primo periodo di applicazione delimitato con precisione. Ciò ha lo scopo di garantire la possibilità di copertura finanziaria di una misura così importante. Analoga finalità ha anche l’ulteriore previsione di una relazione annuale al Parlamento con la quale il Governo fornisca alle Camere tutti i dati e le informazioni utili a valutare il grado di affettiva applicazione della nuova disciplina in materia di fiscalità di vantaggio.

Inoltre la presente proposta di legge, in ossequio alla normativa, afferma che l’effettiva applicazione del sistema della fiscalità di vantaggio nel Mezzogiorno debba essere previamente sottoposta all’esame della Commissione europea in base al principio che gli “aiuti di Stato” non devono produrre effetti discorsivi sulla concorrenza e sulla parità di condizioni.

Infine la presente proposta di legge reca la copertura finanziaria individuandola nella riduzione all’autorizzazione di spesa per il Fondo rotativo per il sostegno alle imprese di istituito e finanziato dalla Legge finanziaria per il 2005.

 

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Art. 1.

(Esenzione fiscale per le nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno)

 

  1. I redditi d’impresa di cui all’articolo 55 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, generati in conseguenza di nuove attività imprenditoriali localizzate nelle Regioni italiane destinatarie delle disposizioni per l’”Obiettivo Convergenza” di cui all’articolo 5, comma 1, del Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006, non sono soggetti all’imposta sui redditi per la misura della metà.
  2. Per godere dell’esenzione parziale di cui al comma 1, le nuove attività imprenditoriali devono comportare la creazione di non meno di 20 posti di lavoro a tempo indeterminato.

 

 

Art. 2.

(Determinazione temporale delle esenzioni fiscali)

 

  1. L’esenzione vale per i periodi d’imposta riferiti agli anni 2013, 2014, 2015 e 2016. Al termine di tale quadriennio il Governo effettua, al fine di valutare l’opportunità di eventuali proroghe e la compatibilità finanziaria di una sua eventuale stabilizzazione nel medio periodo, un monitoraggio sull’effettivo grado di attuazione del sistema di esenzione fiscale e sulla sua incidenza

 

 

Art. 3.

(Relazione al Parlamento)

 

  1. Al fine di consentire una valutazione complessiva sulla concreta attuazione della presente proposta di legge, al termine di ognuno dei quattro periodi di imposta di cui al precedente articolo il Governo presenta al Parlamento una relazione informativa contenente i dati afferenti alla disciplina della fiscalità di vantaggio.

 

 

Art. 4.

(Rispetto dell’articolo 87 del Trattato istitutivo delle Comunità europee)

 

 

  1. L’effettiva applicazione del sistema della “fiscalità di vantaggio” per le aree più arretrate è previamente sottoposta, entro il 30 ottobre 2009, all’esame della Commissione europea in base ai principi di cui all’articolo 87, comma 3, lettere a) e b), della versione consolidata del Trattato istitutivo delle Comunità europee.

 

 

Art. 5.

(Copertura finanziaria)

  1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge – quantificato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge – si provvede prelevando le risorse necessarie tramite riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui al terzo capoverso del comma 354 dell’articolo 1 della Legge n. 311 del 2004.