Energie Rinnovabili

PROPOSTA DI LEGGE

 

“Delega al Governo per lo sviluppo della ricerca e della produzione di

energie pulite nelle regioni del Sud Italia”

      

Onorevoli Colleghi! — Il Mezzogiorno, che vive una fase di notevole difficoltà economica e imprenditoriale, ha una grande opportunità di crescita e sviluppo in un settore oggi sempre più importante  a livello mondiale: quelle delle fonti energetiche alternative e rinnovabili. Un settore, peraltro, che è anche al centro dell’azione dell’Unione europea, come dimostra l’impegno, assunto da tutti gli Stati membri, di perseguire l’obiettivo del cosiddetto “20-20-20” in termini di apporto percentuale delle fonti pulite rispetto alla produzione totale di energia della UE. Le caratteristiche ambientali, climatiche e morfologiche del Mezzogiorno fanno sì che le nostre regioni meridionali, fermo restando il rispetto dei vincoli in materia di tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico, possano trovare nell’industria delle energie rinnovabili un importante fattore utile ad attrarre investimenti e capitali che possono essere decisivi nel rilancio economico e occupazionale di molte aree del Sud Italia.

A tal fine la presente proposta di legge intende favorire lo sviluppo e la ricerca nel Mezzogiorno attraverso una delega al Governo che ha tre scopi fondamentali:

  • promuovere la stipula di accordi di programma tra ciascuna delle regioni meridionali e i Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente  e dell’economia, nonché altri soggetti pubblici e privati, per la realizzazione dei centri di ricerca e degli impianti;
  • organizzare un’attività di supporto alla diffusione delle migliori tecnologie possibili relativamente all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili;
  • introdurre misure volte a favorire la collaborazione con le attività delle regioni del Sud Italia in materia di ricerca scientifica e tecnologica, così da innovare i settori produttivi e favorire  uno sviluppo realmente ecosostenibile.

 

 

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Art. 1.

(Finalità e delega al Governo)

  1. Allo scopo di promuovere, sostenere e rilanciare l’economia del Sud Italia, nelle Regioni italiane destinatarie delle disposizioni per l’”Obiettivo Convergenza” di cui all’articolo 5, comma 1, del Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006, è avviato un programma nazionale per la realizzazione di centri di ricerca e di impianti per la produzione di energia da fonti alternative o rinnovabili.
  2. A tale fine il Governo è delegato ad adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta dei Ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’ambiente e della tutela del mare e del territorio, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, uno o più decreti legislativi che si devono conformare ai seguenti principi direttivi:

a)    promuovere la stipulazione di accordi di programma tra ciascuna delle regioni di cui al primo comma e i Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell’economia e delle finanze nonché altri soggetti pubblici e privati, per la realizzazione dei centri di ricerca e degli impianti di cui al medesimo articolo 1;

b)   organizzare un’attività di supporto alla diffusione delle migliori tecnologie possibili relativamente all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili;

c)    introdurre misure volte a favorire la collaborazione con le attività delle regioni di cui al primo comma in materia di ricerca scientifica e tecnologica in funzione di innovazione dei settori produttivi e per uno sviluppo ecosostenibile.

Art. 2.

(Copertura finanziaria)

 

  1. All’onere complessivo derivante dall’attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell’ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.
  2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.