Pressione fiscale in Italia insostenibile per famiglie ed imprese

Sono impressionanti i dati pubblicati recentemente da Confcommercio sulla situazione economica e imprenditoriale dell’Italia, in base ai quali il nostro sarebbe il Paese con la maggiore pressione fiscale del mondo, con un tasso medio reale pari al 55% per ogni euro di prodotto legalmente e totalmente dichiarato.

L’Italia supera quindi e abbondantemente Paesi (la Danimarca al 47%, la Francia al 46%, la Svezia e il Belgio al 45,8%) che però hanno ben altra capacità di restituire ai cittadini e soprattutto alle imprese, in cambio degli alti proventi fiscali, servizi efficienti e di alto livello.

La pressione fiscale, insostenibile sulle famiglie e sulle imprese, deprime l’economia del Paese e allontana gli investimenti dall’estero. Senza un intervento deciso in questo campo, le prospettive di crescita dell’Italia sono assenti

Sono queste le motivazioni che mi inducono a presentare una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia e delle Finanze per ottenere chiarimenti su come il Governo ritenga di intervenire sul tema della pressione fiscale, con particolare riguardo al mondo delle imprese di piccola e media dimensione che sono la spina dorsale dell’economia nazionale e che oggi si trovano a vivere enormi difficoltà a fronte di servizi del tutto deficitari da parte dello Stato.

 

On. Massimo Nicolucci

Ludopatia

Al Ministro della salute. – Per sapere – premesso che:

il gioco d’azzardo, negli ultimi anni, ha avuto in Italia un incremento sorprendente, con il nostro Paese che detiene il primato europeo per la maggior cifra giocata ai tavoli da gioco: una media di circa 2.000 euro a persona;

è dunque comprensibile come si siano moltiplicate le occasioni di gioco e come si cerchi di «reclutare» più giocatori possibili attraverso campagne pubblicitarie sempre più allettanti;

nelle ultime settimane è diventato di sempre maggiore attualità, come dimostrato dal risalto che la stampa gli sta dando e dalle numerose iniziative parlamentari provenienti da tutti i gruppi politici in materia, la tematica attinente alla cosiddetta ludopatia, cioè la patologia derivante dalla dipendenza dal gioco d’azzardo che nella maggior parte dei casi porta il giocatore e la sua famiglia alla rovina socio-economica;

il gioco legale conta circa 31 milioni di persone di cui, secondo il Censis, almeno 100mila sono colpite da ludopatia grave e, secondo il CNR, circa tre milioni sono ad alto rischio;

non bisogna cadere nel rischio di demonizzare a priori un intero settore, quale è quello dei giochi, che oggettivamente ha molta importanza nel nostro Paese sia per le sue ricadute occupazionali che per i generosi proventi fiscali garantiti all’erario, ma prendere atto che in Italia stanno crescendo situazioni di rischio e di dipendenza patologica dal gioco -:

 

quali iniziative di competenza intenda assumere il Governo in merito a quanto esposto in premessa;

se, come ipotizzato da molti parti, sia possibile riconoscere la ludopatia come una patologia da inserire nei livelli essenziali di assistenza e quindi da curare nell’ambito dei servizi forniti ai cittadini dal Servizio sanitario nazionale.

 

 

MASSIMO NICOLUCCI