Pressione fiscale in Italia insostenibile per famiglie ed imprese

Sono impressionanti i dati pubblicati recentemente da Confcommercio sulla situazione economica e imprenditoriale dell’Italia, in base ai quali il nostro sarebbe il Paese con la maggiore pressione fiscale del mondo, con un tasso medio reale pari al 55% per ogni euro di prodotto legalmente e totalmente dichiarato.

L’Italia supera quindi e abbondantemente Paesi (la Danimarca al 47%, la Francia al 46%, la Svezia e il Belgio al 45,8%) che però hanno ben altra capacità di restituire ai cittadini e soprattutto alle imprese, in cambio degli alti proventi fiscali, servizi efficienti e di alto livello.

La pressione fiscale, insostenibile sulle famiglie e sulle imprese, deprime l’economia del Paese e allontana gli investimenti dall’estero. Senza un intervento deciso in questo campo, le prospettive di crescita dell’Italia sono assenti

Sono queste le motivazioni che mi inducono a presentare una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia e delle Finanze per ottenere chiarimenti su come il Governo ritenga di intervenire sul tema della pressione fiscale, con particolare riguardo al mondo delle imprese di piccola e media dimensione che sono la spina dorsale dell’economia nazionale e che oggi si trovano a vivere enormi difficoltà a fronte di servizi del tutto deficitari da parte dello Stato.

 

On. Massimo Nicolucci

Assicurazioni RCA al Sud

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti.

– Per sapere – premesso che:

 

negli ultimi anni, come rilevato anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato e dall’Isvap, in Italia le tariffe assicurative per la responsabilità civile dei veicoli a motore sono aumentate con una media sei volte superiore a quelle della Germania, cinque volte a quelle della Francia e, nel complesso, più del doppio rispetto ai Paesi dell’area euro;

tale situazione è penalizzate soprattutto per i residenti nel Sud Italia e, in particolare, in province come quella di Napoli, dove il costo delle polizze raggiunge livelli tanto proibitivi che vi sono stati casi in cui l’Isvap ha sanzionato le compagnie interessate per elusione dell’obbligo a contrarre -:

quali misure i Ministri in indirizzo, alla luce della posizione espressa dall’Isvap e delle considerazioni esposte in premessa, intendano assumere in merito al tema dell’equità delle tariffe assicurative per la RC Auto nel Sud Italia.

 

MASSIMO NICOLUCCI

Energie Rinnovabili

PROPOSTA DI LEGGE

 

“Delega al Governo per lo sviluppo della ricerca e della produzione di

energie pulite nelle regioni del Sud Italia”

      

Onorevoli Colleghi! — Il Mezzogiorno, che vive una fase di notevole difficoltà economica e imprenditoriale, ha una grande opportunità di crescita e sviluppo in un settore oggi sempre più importante  a livello mondiale: quelle delle fonti energetiche alternative e rinnovabili. Un settore, peraltro, che è anche al centro dell’azione dell’Unione europea, come dimostra l’impegno, assunto da tutti gli Stati membri, di perseguire l’obiettivo del cosiddetto “20-20-20” in termini di apporto percentuale delle fonti pulite rispetto alla produzione totale di energia della UE. Le caratteristiche ambientali, climatiche e morfologiche del Mezzogiorno fanno sì che le nostre regioni meridionali, fermo restando il rispetto dei vincoli in materia di tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico, possano trovare nell’industria delle energie rinnovabili un importante fattore utile ad attrarre investimenti e capitali che possono essere decisivi nel rilancio economico e occupazionale di molte aree del Sud Italia.

A tal fine la presente proposta di legge intende favorire lo sviluppo e la ricerca nel Mezzogiorno attraverso una delega al Governo che ha tre scopi fondamentali:

  • promuovere la stipula di accordi di programma tra ciascuna delle regioni meridionali e i Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente  e dell’economia, nonché altri soggetti pubblici e privati, per la realizzazione dei centri di ricerca e degli impianti;
  • organizzare un’attività di supporto alla diffusione delle migliori tecnologie possibili relativamente all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili;
  • introdurre misure volte a favorire la collaborazione con le attività delle regioni del Sud Italia in materia di ricerca scientifica e tecnologica, così da innovare i settori produttivi e favorire  uno sviluppo realmente ecosostenibile.

 

 

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Art. 1.

(Finalità e delega al Governo)

  1. Allo scopo di promuovere, sostenere e rilanciare l’economia del Sud Italia, nelle Regioni italiane destinatarie delle disposizioni per l’”Obiettivo Convergenza” di cui all’articolo 5, comma 1, del Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006, è avviato un programma nazionale per la realizzazione di centri di ricerca e di impianti per la produzione di energia da fonti alternative o rinnovabili.
  2. A tale fine il Governo è delegato ad adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta dei Ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’ambiente e della tutela del mare e del territorio, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, uno o più decreti legislativi che si devono conformare ai seguenti principi direttivi:

a)    promuovere la stipulazione di accordi di programma tra ciascuna delle regioni di cui al primo comma e i Ministri dello sviluppo economico, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell’economia e delle finanze nonché altri soggetti pubblici e privati, per la realizzazione dei centri di ricerca e degli impianti di cui al medesimo articolo 1;

b)   organizzare un’attività di supporto alla diffusione delle migliori tecnologie possibili relativamente all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili;

c)    introdurre misure volte a favorire la collaborazione con le attività delle regioni di cui al primo comma in materia di ricerca scientifica e tecnologica in funzione di innovazione dei settori produttivi e per uno sviluppo ecosostenibile.

Art. 2.

(Copertura finanziaria)

 

  1. All’onere complessivo derivante dall’attuazione della presente legge si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell’ambito del fondo speciale di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.
  2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.